La Repubblica
"Quando arroganza e ignoranza s' incontrano la civiltà politica arretra. Se ne sono accorti mercoledì scorso i rappresentanti dei comitati che tentano di modificare il progetto CityLife sulla vecchia Fiera. Dopo tante insistenze, dopo tante manifestazioni era arrivato l' ultimo momento per far sentire la loro voce direttamente nelle stanze del potere: alla commissione urbanistica del Comune. Il timore reverenziale che coglie sempre quando si entra nel Palazzo ha lasciato il posto prima allo stupore e poi allo sbigottimento."
martedì 19 dicembre 2006
venerdì 21 luglio 2006
lunedì 20 marzo 2006
Nuova vita per il velodromo
La Repubblica
"La giunta di Gabriele Albertini ha infatti approvato una delibera che dovrà sbloccare il futuro di quell' impianto inaugurato nel lontanissimo ormai 1935, e dedicato alla memoria di Antonio Maspes nel 2000 anche se il Comune stesso non sembra ricordarlo visto che nel testo di quello stesso provvedimento si chiama sempre e solo Vigorelli.
Cosa dice quella delibera? Dà il via libera a un progetto di ristrutturazione totale attraverso lo strumento del project financing, ovvero l' affidamento a un privato che farà i lavori e poi gestirà la struttura per rifarsi dei soldi spesi. Di soldi ce ne vorranno parecchi: almeno 43 milioni di euro, quantifica lo studio licenziato dalla giunta, di questi 11 milioni e 800mila a carico del Comune e pagati con gli oneri di urbanizzazione incassati da Palazzo Marino dalla riqualificazione della vicina area della vecchia Fiera. Il resto a carico dal privato, chi sarà lo stabilirà una gara ma già si è candidato un gruppo di società capitanate da Ticketone.
Ma cosa diventerà il Vigorelli? Palazzetto dello sport da novemila posti per eventi, sportivi e non. Sopra lo spazio sarà «polifunzionale»: dovrà essere abbastanza grande per ospitare un campo di calcio regolamentare, ma anche alla bisogna con strutture telescopiche, a scomparsa, la pedana per il campo da pallavolo, da basket («l' obiettivo di portare qui l' Olimpia», spera Brandirali), una pista non più fissa per le biciclette che si potrà mettere e togliere. E ancora, al Vigorelli dovrà essere possibile fare gare di hockey su ghiaccio, atletica, ginnastica indoor, tennis, pugilato e arti marziali. Un palazzetto dello sport, appunto. Compresi eventi spot come concerti, spettacoli su ghiaccio, motor show. Ma dovrà anche essere un posto dove lo sport non solo si guarda ma anche si fa da assoluti dilettanti, con tariffe popolari convenzionate con il Comune, su campetti di calcio a cinque e in palestre e piscina ricavate sotto le attuali tribune. Anche quelle scompariranno, sostituite da altre mobili e telescopiche, adattabili all' evento."
"La giunta di Gabriele Albertini ha infatti approvato una delibera che dovrà sbloccare il futuro di quell' impianto inaugurato nel lontanissimo ormai 1935, e dedicato alla memoria di Antonio Maspes nel 2000 anche se il Comune stesso non sembra ricordarlo visto che nel testo di quello stesso provvedimento si chiama sempre e solo Vigorelli.
Cosa dice quella delibera? Dà il via libera a un progetto di ristrutturazione totale attraverso lo strumento del project financing, ovvero l' affidamento a un privato che farà i lavori e poi gestirà la struttura per rifarsi dei soldi spesi. Di soldi ce ne vorranno parecchi: almeno 43 milioni di euro, quantifica lo studio licenziato dalla giunta, di questi 11 milioni e 800mila a carico del Comune e pagati con gli oneri di urbanizzazione incassati da Palazzo Marino dalla riqualificazione della vicina area della vecchia Fiera. Il resto a carico dal privato, chi sarà lo stabilirà una gara ma già si è candidato un gruppo di società capitanate da Ticketone.
Ma cosa diventerà il Vigorelli? Palazzetto dello sport da novemila posti per eventi, sportivi e non. Sopra lo spazio sarà «polifunzionale»: dovrà essere abbastanza grande per ospitare un campo di calcio regolamentare, ma anche alla bisogna con strutture telescopiche, a scomparsa, la pedana per il campo da pallavolo, da basket («l' obiettivo di portare qui l' Olimpia», spera Brandirali), una pista non più fissa per le biciclette che si potrà mettere e togliere. E ancora, al Vigorelli dovrà essere possibile fare gare di hockey su ghiaccio, atletica, ginnastica indoor, tennis, pugilato e arti marziali. Un palazzetto dello sport, appunto. Compresi eventi spot come concerti, spettacoli su ghiaccio, motor show. Ma dovrà anche essere un posto dove lo sport non solo si guarda ma anche si fa da assoluti dilettanti, con tariffe popolari convenzionate con il Comune, su campetti di calcio a cinque e in palestre e piscina ricavate sotto le attuali tribune. Anche quelle scompariranno, sostituite da altre mobili e telescopiche, adattabili all' evento."
giovedì 20 ottobre 2005
domenica 24 luglio 2005
giovedì 26 maggio 2005
sabato 16 aprile 2005
Perché tanti soldi alla Fondazione Fiera Milano?
Prof. Giorgio Ragazzi dell'Università di Bergamo (16/4/05)
La Fondazione Fiera Milano è una fondazione di diritto privato, gestita da 26 consiglieri nominati da Regione, Provincia, Comune e associazioni di categoria. Possiede il 56% della Fiera Milano Spa, società quotata in borsa che gestisce le fiere.Pur essendo un soggetto di diritto privato, non v’è dubbio la Fondazione abbia dei doveri particolari di riconoscenza verso la città di Milano: basti ricordare che il terreno della “vecchia Fiera” fu originariamente donato all’Ente Fiera proprio dal Comune di Milano. Anche per questo, l’area di trasformazione, quella sulla quale sorgerà il nuovo quartiere, (255 mila mq sul totale di 440 mila) era contabilizzata sui libri della Fondazione a 16 mn di euro: la cessione a CityLife per 523 mn genererebbe quindi una plusvalenza di oltre 500 mn. La Fondazione stima poi di avere una plusvalenza di altri 240 mn (da perizia prudenziale) sulla parte di terreno (e padiglioni) della “vecchia fiera” che resteranno di sua proprietà.
La Fondazione Fiera Milano è una fondazione di diritto privato, gestita da 26 consiglieri nominati da Regione, Provincia, Comune e associazioni di categoria. Possiede il 56% della Fiera Milano Spa, società quotata in borsa che gestisce le fiere.Pur essendo un soggetto di diritto privato, non v’è dubbio la Fondazione abbia dei doveri particolari di riconoscenza verso la città di Milano: basti ricordare che il terreno della “vecchia Fiera” fu originariamente donato all’Ente Fiera proprio dal Comune di Milano. Anche per questo, l’area di trasformazione, quella sulla quale sorgerà il nuovo quartiere, (255 mila mq sul totale di 440 mila) era contabilizzata sui libri della Fondazione a 16 mn di euro: la cessione a CityLife per 523 mn genererebbe quindi una plusvalenza di oltre 500 mn. La Fondazione stima poi di avere una plusvalenza di altri 240 mn (da perizia prudenziale) sulla parte di terreno (e padiglioni) della “vecchia fiera” che resteranno di sua proprietà.
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